Capitolo S.3 Compartimentazione – S.3.11.3
La distanza di separazione serve a capire quanto deve essere “lontano” un elemento esposto (ad esempio una facciata, un serbatoio, un deposito o un edificio vicino) da una possibile sorgente d’incendio, in modo che il calore irradiato non diventi pericoloso. Con il metodo analitico si fa una stima più realistica: si rappresenta la zona da cui escono le fiamme come una “superficie radiante” e si calcola quanta energia termica arriva al bersaglio in funzione della distanza, delle dimensioni dell’apertura e dell’intensità dell’incendio.
Aumentando la distanza, l’irraggiamento diminuisce, finché scende sotto un valore di sicurezza scelto come soglia. Questo approccio richiede qualche calcolo in più rispetto al metodo tabellare, ma è molto utile quando il caso reale non rientra bene negli schemi standard o quando si vuole ottimizzare la progettazione senza rinunciare alla sicurezza.
